Tralasciando considerazioni sul titolo, posso finalmente annunciare che MAC OSX 10.5 LEOPARD si è felicemente impossessato del mio intramontabile POWERBOOK!

Direi che ne sono a dir poco entusiasta! Sono fiero di poter dichiarare che il mio piccolo PowerBook 12″ per me batte ancora tutti i moderni Sony Vaio e MacBook vari, e Leopard è la giusta conclusione al processo evolutivo di questo portatile, tra un aumento di RAM e un cambio di HDD.
I dubbi erano tanti, e decidersi ad aggiornare non è stato semplice. I commenti sul web erano vari e discordi tra di loro. Alla fine ho optato per una clonazione dell’HDD prima dell’aggiornamento, per un eventuale downgrade nella maleaugurata ipotesi di insoddisfazione.
Per iniziare l’aggiornamento è filato liscio come l’olio, l’unico intoppo è stato un widget scomparso dalla dashboard, e prontamente rimesso.
Le novità sono tante, ma nessuna sconvolgente a mio avviso, a parte lo Spaces, finalmente nativo anche su OSX. L’abitudine all’uso di distro Linux ne faceva sentire la mancanza. Ora c’è, e direi che funziona alla grande, in particolare adoro la possibilità di configurare automaticamente in quale spaces un’applicazione deve essere aperta.
La nuova Dockbar acquista una veste grafica 3D, niente di entusiasmente ma personalmente non mi dispiace. Trovo molto utili e ben fatti invece gli Stacks da applicare alla dock. Ancora non li ho organizzati del tutto, ma comincio a prenderci l’abitudine e a breve non ne potrò fare più a meno.
Il Finder, rivisto e corretto, guadagna la blasonata funzione CoverFlow ereditata da iTunes. Di sicuro effetto visivo, all’atto pratico non sempre è ottimale per la navigazione, ma in alcuni casi ha la sua utilità. Gusti personali comunque. Ottima invece la riorganizzazione della barra laterale, con icone finalmente più piccole e categorizzate.
La gestione delle reti Wireless fa sicuramente un grande balzo in avanti, e il pannello sulla barra superiore del finder acquista nuove funzionalità interessanti, come l’indicazione dello stato di ricerca delle reti, mentre trovo un pò troppo articolato il pannelo delle Preferenze Network, ma forse è solo questione di abitudini.
Tra le applicazioni, sicuramente Anteprima è migliorato di molto, permettendomi di eliminare diversi programmi aggiuntivi che usavo per visualizzare pdf, immagini etc.
Concludo con le prestazioni, l’incognita maggiore nell’atto di effettuare l’upgrade a Leopard.
In generale ho notato un netto miglioramento della velocità. Il finder, la dock, la dashboard sono estremamente ottimizzati e veloci. Le applicazione si avviano più rapidamente e sembrano più reattive. Come metro di esempio, World of Warcraft ha guadagnato tantissimo in velocità. Spotlight ora è decisamente superbo, tanto veloce ed efficiente da poter mandare tranquillamente quicksilver in pensione per il lancio delle applicazioni. Qualche rallentamento l’ho notato in fase di avvio e di spegnimento, ma roba di pochi secondi del tutto trascurabile, e che forse con un pò di rodaggio della macchina andranno via. C’è ancora da lavorare invece sulla ottimizzazione delle prestazioni di CowerFlow e Spaces, che sicuramente pagano il peso di essere gli ultimi arrivati e quindi non ancora alla pari di altri componenti ormai solidificati come la dockbar.
Infine, credo di considerarmi ancora in un periodo di prova prima di prendere una decisione definitiva sulla permanenza a Leopard, ma posso sbilanciarmi a dirmi che salvo clamorose scoperte negative non avrò modo di effettuare un downgrade (per fortuna).
Queste le prime impressioni ancora abbastanza caldo insomma. Con un pò di calma e di tempo cercherò di addentrarmi anche nei segreti di Leopard e dare qualche indicazione più precisa!
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